LE CRITICITA’ PREVIDENZIALI DEL FARMACISTA

18 Ottobre 2021 | #pensoni, assicurazioni, News, Previdenza

I farmacisti devono essere iscritti ad ENPAF la loro cassa di previdenza e assistenza. Quali sono le criticità in assenza di una adeguata pianificazione previdenziale?

Tutti i farmacisti iscritti ad un ordine provinciale  sono automaticamente iscritti ad ENPAF la cassa di previdenza e assistenza dei farmacisti.  Questo vale sia  per i farmacisti che esercitano l’attività come liberi professionisti titolari di farmacia, sia per coloro che svolgono la professione come dipendenti. I farmacisti dipendenti oltre alla cassa versano la contribuzione anche all’INPS, secondo la normativa per i dipendenti: contribuzione del 33% del reddito ( di cui il 9,19% versato dal dipendente e il 23,81% versato dal datore di lavoro). Le principali criticità per un farmacista che non affronta una pianificazione previdenziale possono essere così riassunte:

Contribuzione: ENPAF prevede un contributo fisso annuo di Euro 4.541,00 *(stabilito annualmente dalla cassa) che deve essere integralmente versato. Alcuni soggetti ( come i dipendenti o i disoccupati) possono in alternativa scegliere una riduzione (con conseguente riduzione delle prestazioni) rispetto al contributo intero dell’85% , del 50% o del 33%. ENPAF prevede una contribuzione fissa e predeterminata annualmente  non in misura percentuale sul reddito come INPS o nelle altre casse professionali. Come conseguenza, quando più è alto il reddito più bassa in termini percentuali è la contribuzione.

Esempio: Farmacista con un reddito di Euro 30.000,00 versando un contributo fisso di Euro 4.541,00 è come se versasse un contributo percentuale sul reddito del 15,13%, un collega con reddito di Euro 100.000,00 è come se versasse invece un contributo del 4,54%.

Importo della pensione: Nella maggior parte dei casi le Casse professionali utilizzano un regime di calcolo reddituale, contributivo o misto. ENPAF utilizza un regime predeterminato. Questo regime prevede che ad ogni anno di pensione corrisponda una quota di pensione. Attualmente, sono in vigore tre scaglioni (pro quote) suddivise temporalmente. L’ultima pro quota in vigore dal 2004 genera una quota di pensione di Euro 263,00 annui per ogni anno.

Prestazioni: La vita professionale del Farmacista è lunga. La cassa prevede  all’età pensionabile solo la pensione di vecchiaia  la quale matura con: 68 anni e nove mesi di età * (requisito da adeguare ogni due anni alla speranza di vita media) e 30 anni di iscrizione alla cassa di cui almeno 20 di attività professionale. E’ possibile inoltre differire la data di pensionamento a fronte di un incremento di rendita. ENPAF non prevede la pensione  di anzianità che è stata soppressa dal 1° gennaio 2016.  E’ rimasta inalterata la pensione di reversibilità che spetta al coniuge del pensionato.

Prima dell’età pensionabile ENPAF ha stabilito due prestazioni: La pensione di inabilità e la pensione ai superstiti indiretta.

  • La pensione di inabilità matura con requisito sanitario del 100% della perdita totale e permanente a svolgere l’attività professionale e un requisito contributivo di almeno 5 anni di iscrizione di cui almeno 3 nel triennio precedente la domanda.
  • La pensione ai superstiti indiretta spetta agli eredi del professionista in attività (non pensionato) che abbia maturato 5 anni di iscrizione di cui 3 nel quinquennio precedente.

Senza una adeguata pianificazione questo professionista si espone a diversi rischi. Prima dell’età pensionabile di vecchiaia in caso di invalidità (traumatica o da malattia fino al 99%) nulla è riconosciuto dalla cassa. ENPAF riconosce solo l’inabilità al 100% della perdita della capacità di lavoro. Nel pieno della carriera professionale ad esempio, il verificarsi di un grave infortunio o l’insorgere di una grave mattia con postumi invalidanti, senza una adeguata soluzione di protezione può esporre l’interessato a pesanti conseguenze economiche. All’età pensionabile ( presumibilmente differita nel tempo per effetto dell’aumento della speranza di vita media) senza una adeguata soluzione di previdenza integrativa, il farmacista si espone  a una riduzione del reddito per i rimanenti anni di vita.

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