Previdenza Complementare 2026: Nuovi limiti di deducibilità fiscale e vantaggi per gli aderenti

15 Maggio 2026 | #alessandromicheliconsulente, #andareprimainpensione, #consulenzapensioni, #consulenzaprevidenziale, #pensoni, assicurazioni, News, Previdenza

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per chi investe nel proprio futuro attraverso i fondi pensione. Dopo quasi vent’anni di stabilità, il legislatore ha aggiornato le soglie di deducibilità fiscale, offrendo maggiori opportunità di risparmio previdenziale.

A partire dal 1° gennaio 2026, il limite massimo di deducibilità ordinaria per i contributi versati alla previdenza complementare sale da 5.164,57 € a 5.300 €. Sebbene la norma entri formalmente in vigore il 1° luglio 2026, la sua applicazione è retroattiva per l’intero periodo d’imposta 2026. Nel calcolo di questo plafond rientrano sia i versamenti effettuati dal lavoratore che quelli a carico del datore di lavoro.

Cosa resta escluso?

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) conferito al fondo pensione non concorre al raggiungimento del limite di 5.300 €. Il TFR gode infatti di un regime fiscale distinto e agevolato al momento dell’erogazione della prestazione.

Contributi non dedotti: l’importanza della comunicazione

Se i versamenti superano la soglia dei 5.300 € o se il contribuente è “incapiente” (ovvero non ha IRPEF a sufficienza da abbattere), è fondamentale inviare una comunicazione al proprio fondo pensione.

  • Perché farlo: Segnalare i contributi non dedotti evita che queste somme vengano tassate nuovamente al momento della liquidazione della pensione.
  • Scadenze: La comunicazione va inviata entro il 31 dicembre dell’anno successivo al versamento o, al più tardi, prima della richiesta di liquidazione.
  • Regime Forfettario: Anche chi opera in regime forfettario deve segnalare i contributi versati, poiché per questi soggetti la deducibilità è generalmente esclusa.

Familiari a carico: chi può dedurre?

I contributi versati per i familiari fiscalmente a carico sono deducibili fino al limite complessivo di 5.300 €. Ecco le regole principali:

  • Priorità: La deduzione spetta innanzitutto al familiare, se possiede redditi propri.
  • Trasferimento del beneficio: Se il familiare non deduce tutto, il beneficio passa a chi sostiene la spesa e lo ha a carico.
  • Genitori e figli: Entrambi i genitori possono dedurre i contributi per i figli, a condizione di aver effettivamente sostenuto l’onere.
  • Attenzione ai conti cointestati: Per evitare contestazioni, è preferibile effettuare i versamenti da conti intestati singolarmente o indicare chiaramente chi sostiene la spesa nella causale del bonifico.

Bonus per i “Nuovi Lavoratori” (Post-2007)

I lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 godono di un regime di extra-deducibilità. Chi non ha sfruttato appieno il plafond nei primi cinque anni di partecipazione al fondo, può recuperare le quote non utilizzate nei venti anni successivi.

Con la nuova legge, anche queste soglie aumentano:

  • Extra-deduzione annuale: Sale a 2.650 € (rispetto ai precedenti 2.582 €).
  • Limite complessivo annuo: Può raggiungere i 7.950 € (5.300 € ordinari + 2.650 € di recupero).

Per chi era già iscritto prima del 2026, il calcolo del recupero sarà misto: si utilizzerà il vecchio limite (5.164,57 €) per gli anni fino al 2025 e il nuovo limite (5.300 €) dal 2026 in poi.

L’aggiornamento dei limiti di deducibilità introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 rappresenta un segnale chiaro: la previdenza complementare è uno strumento sempre più centrale nel welfare individuale. Passare a un tetto di 5.300 € non è solo un adeguamento numerico, ma un invito a riconsiderare la propria strategia di risparmio, massimizzando il vantaggio fiscale annuo.

 

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